Alla nostra interrogazione nr. 2399/22 “Tedesco alla scuola dell’infanzia italiana” del 13/12/2022 volta a conoscere la situazione della lingua madre (o parlata prevalentemente) dei bambini e delle bambine iscritti/e alle scuole dell’infanzia di lingua italiana e tedesca, gli assessori competenti Achammer e Vettorato non hanno risposto con i dati richiesti ma hanno invocato -senza dettagliarle– le normative privacy che impedivano tale rilevazione e che pochi giorni dopo, dati analoghi, riguardanti le scuole primarie, sono stati comunicati a mezzo stampa.
In considerazione del fatto che alla ulteriore richiesta di precisazione, da noi posta, gli uffici dell’Assessore Vettorato, non hanno dettagliato gli estremi della legge sulla privacy, che impedivano di fornire i dati richiesti nell’interrogazione, abbiamo posto i seguenti quesiti agli Assessori competenti:
a) Come è possibile che in questi giorni sui media siano apparsi dati che parlano del 36% di bambini di madrelingua tedesca iscritti alle scuole tedesche, nonostante le leggi sulla privacy non permettano di rilevare il dato?
b) La normativa privacy viene utilizzata in maniera differente tra scuola dell’infanzia e scuola primaria?
c) La privacy viene invocata quando a chiedere i dati è un consigliere provinciale di opposizione e non un’assessora comunale di maggioranza?