Quando ognuno di noi ha un problema di salute si aspetta, giustamente, di essere curato velocemente e al meglio. Questo scenario nella realtà vissuta giornalmente dai nostri concittadini, è spesso lontano dall’essere raggiunto. Per poterlo garantire servirebbe accorciare le liste di attesa, avere il medico giusto al posto giusto e che tutto l’organico sanitario sia armonico al reparto di riferimento (infermieri, tecnici).
Come riportato in precedenza ciò non avviene e le ragioni di tali disservizi sono ricercabili sia nella mancanza di personale (blocco del turnover e non adeguata sostituzione del personale andato in pensione, strategie di formazione, reclutamento e mantenimento da aggiornare), che nell’eccessiva pesantezza dell’apparato burocratico. A causa di ciò la situazione è ben lontana dall’essere perfetta. Mediamente a livello nazionale su 100 medici andati in pensione 10 non sono stati sostituiti, soprattutto a causa di una cattiva programmazione.
Negli anni i ministeri preposti non hanno tenuto conto di quanti medici uscivano dal sistema sanitario nazionale per andare in pensione e tale mancanza ha prodotto il seguente risultato:
- Tra il 2015 e il 2022 il saldo negativo tra pensionati e nuovi specialisti è stato di -15.585 unità.
Per quanto riguarda la nostra provincia si sospetta che vi sia una mancanza di collegamento efficace tra la direzione sanitaria e le direzioni mediche dei comprensori, oltre che problemi di appesantimento burocratico.
Mentre, fermo restando che collaborazioni tra il servizio pubblico e quello privato possono essere di reciproco interesse, ma solo dove il pubblico rimane centrale nel servizio sanitario, le possibili soluzioni che individuiamo, oltre ad ovviamente il potenziamento del personale ove carente, per risolvere i lunghi tempi di attesa sono:
- Offerta di prestazioni sempre più integrata a livello aziendale;
- Aperture dei servizi oltre i normali orari, con le conseguenti iniziative amministrative di supporto;
- Riattivazione delle direzioni mediche degli ospedali e del territorio nella linea della Direzione Sanitaria, sia Top down che bottom up, per analisi e soluzioni interne;
- Gestione del personale coerente (reclutamento, flessibilità, straordinari, turni, ferie, rotazioni).
Nello stesso tempo i medici e gli infermieri devono essere supportati dalle altre funzioni interne. Si deve ricostruire una cultura di collaborazione tra medici - Personale Tecnico Assistenziale -Uffici Amministrativi di supporto. Abbiamo, dunque, impegnato la Giunta provinciale a:
Con grande soddisfazione da parte nostra il Consiglio provinciale ha approvato all'unanimità la nostra proposta, riaprendo il dibattito su un importantissimo tema molto sentito dalla nostra cittadinanza.
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