I salari delle badanti, da gennaio 2023, sulla spinta dell’inflazione a 2 cifre, sono aumentati del 9,2% sui minimi retributivi. La popolazione invecchia, cresce il bisogno di personale assistenziale, considerando che i posti disponibili nelle RSA risultano insufficienti. L’Assindatcolf, l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, a seguito di uno studio realizzato dal Censis, dichiara che per 6 famiglie su 10 questo aumento è insostenibile. Gli aiuti, che anche la PAB eroga alle famiglie, non tengono conto né di vincoli di utilizzo che favoriscano l’emersione del lavoro irregolare, né degli aumenti dell’inflazione. Per questo motivo abbiamo posto all'Assessore competente le seguenti domande:
a) Nelle previsioni di spesa del Bilancio Provinciale, si è tenuto conto dell’aumento dell’inflazione e dell’aumento sui minimi retributivi delle badanti, così da adeguare gli importi degli assegni di cura erogati?
b) Verrà inserito un vincolo di utilizzo dell’assegno di cura, che permetta di favorire l’emersione del lavoro irregolare, che si prevede possa essere ancora più diffuso, considerando l’impossibilità delle famiglie di far fronte agli aumenti di stipendio, seppur giusti e spettanti alle badanti?
a) In caso negativo, quali sono le motivazioni che hanno portato a non rilevare questi dati, così importanti per le politiche di natalità e di reclutamento di personale?
b) In caso affermativo il dato rilevato è disponibile suddiviso tra abitanti nelle realtà urbane (Bolzano, Merano e Bressanone) e realtà rurali?