23 Agosto 2022


Relazione di minoranza: "articolo 8 della Legge Omnibus 111/22, riguardante la determinazione di un numero massimo di posti letto per turisti a livello provinciale"

Durante l'ultima seduta del Consiglio provinciale ho presentato una Relazione di minoranza sull'Articolo 8 della Legge Omnibus 111/22, riguardante la travagliata questione dei posti letto turistici in Alto Adige/Südtirol. Di seguito un estratto di tale relazione:

"Il Disegno di legge no. 111/22 ha visto una spaccatura verticale all’interno della II commissione legislativa provinciale tra gli stessi membri della SVP.

Questa spaccatura ha dimostrato quanto il Bauernbund e l’ala economica abbiano visioni diverse sul futuro dell’Alto Adige.

La SVP è il vero motore di questa Giunta, ha una maggioranza numerica che vale oltre 5 volte quella dei propri partner di Giunta, ma sta dimostrando, grazie anche alla debolezza politica della Lega, di avere una forza totalizzante nell’imporre la propria volontà e visione politica dell’Alto Adige Südtirol.

L’attuale leadership del partito di maggioranza relativa ha comunque perso propulsione ed iniziativa politica nel procedere di questa legislatura e il risultato è sotto gli occhi di tutti: le decisioni prese tendono a riportare indietro di decenni le lancette dell’orologio.

Lo scandalo SAD, la tendenza a spostare il peso della sanità dal pubblico a convenzioni con il privato, di cui alcune profondamente discutibili, la confusione creatasi intorno alla destinazione  del Museo di Otzi, l’esplosione di investimenti a Bolzano e non solo, messi in atto dal tycoon Benko, fino alla gestione delle legge “Territorio e paesaggio” con le sue molteplici e costanti contraddizioni, che ogni mese  fanno emergere l’inadeguatezza di chi l’ha pensata e scritta, rendendo necessarie continue modifiche ed integrazioni, mettono in evidenza la grande confusione sotto il cielo, anche se la situazione non si può certo definire eccellente.

Gli articoli della legge omnibus relativi al turismo e in particolare l’art. 8 si posizionavano nel contesto della SOSTENIBILITA’ fortemente sottolineato dal Presidente Kompatscher, ma tutto ciò prima dell’emendamento del consigliere Leiter Reber, appoggiato dai membri della SVP in commissione, appartenenti al Bauernbund, che affondava i concetti di “limite massimo di turisti in Alto Adige e limite massimo di turisti”.

L’imprenditore alberghiero Michl Costa pone da tempo l’accento su un turismo nostrano che si sta ammalando, che vede la natura come capitale, il profitto come scopo aziendale, la monocultura turistica al posto della cultura dell’ospitalità e la turistificazione di massa al posto della convivenza.

Alla luce di queste critiche da che giungono, non da un operatore turistico qualunque, ma da un nome “pesante”, le domande che mi sono posto sul ventilato “Bettenstopp” dopo quanto è accaduto in commissione sono le seguenti:

  1. a) dove sono finiti i principi che hanno generato la riflessione su questa riforma?
  2. b) perché a prevalere, sull‘idea di uno sviluppo sostenibile (economico e ambientale) sono gli interessi delle singole categorie economiche?
  3. c) com’è possibile che si stia perdendo di vista l’obiettivo finale complessivo, per assecondare prove di forza e posizionamenti di potere fra categorie?

Se nel periodo pre-pandemia (dati 2019) vi sono stati 7 milioni di presenze suddivise tra i vari comprensori, se il Burgaviato ha conquistato un posto di rilievo come destinazione primaverile ed enogastronomica anche grazie agli agriturismi, se le città di  Bolzano e Merano con le loro proposte culturali, attraggono costantemente il turismo, se ne dovrebbe ricavare che la gestione del Turismo in Alto Adige, presenta le stesse identiche peculiarità, che troviamo (o forse è il caso di dire che la Giunta dovrebbe essere in grado di trovare), nella gestione dell’urbanistica, della viabilità, della pianificazione scolastica – e potrei proseguire a lungo con la lista – ossia dovrebbe tenere conto delle differenze profonde e complesse tra realtà urbane e rurali.

L’IDM (Innovation Development Marketing) ha il compito di comunicare e commercializzare a livello internazionale la destinazione turistica, economica ed imprenditoriale del nostro amato territorio.

Come dobbiamo interpretare il silenzio assordante di IDM su questo argomento?

Quanto incidono i posti letto nelle strutture extra alberghiere su quelle alberghiere?

Il mantenimento delle strutture in alta quota e la garanzia di sopravvivenza alle famiglie che popolano le terre alte dell’Alto Adige Südtirol sono a loro volta garanzia di mantenimento del paesaggio e di conseguenza di conservazione della bellezza del paesaggio. Questo è un dato di fatto. La fornitura dei servizi in alta montagna (strade, acqua, energia...) va a beneficio solo degli ospiti o anche di chi la montagna la abita? Questi servizi saranno sufficienti e adeguati, quando in un futuro, nemmeno tanto lontano, non vi sarà più alcuna limitazione al numero di posti letto?

In sede di trattativa, sia il consorzio dei Comuni (saranno i Comuni a dover definire lo status quo nelle varie località), sia il Bauernbund avevano espresso parere favorevole al testo presentato che prevedeva degli scaglioni nei quali inquadrare le aziende agricole (1,5-6 ettari di terreno e cinque capi di bestiame). Ora si volevano liberalizzare i posti letto anche per chi di ettari ne ha di più.

La complessità della situazione fa comprendere che tipo di conflitto si stia consumando all’interno del partito di maggioranza, che chiede con forza la privatizzazione delle aziende di soggiorno di Bolzano e Merano e che,  se queste sono le premesse, forse è meglio che rimangano pubbliche, almeno finché non sarà chiaro quale sia la visione dell’Alto Adige Südtirol del futuro, quali gli obiettivi fissati e quali le strategie per raggiungerli.

Investire e mantenere le bellezze dell’Alto Adige e la cultura del territorio è il modello che viene proposto?

Questa legge, sarebbe stata una buona occasione per dare un segnale nuovo, fin dall’inizio mentre abbiamo assistito all’ennesima lotta di potere, in cui il partito di raccolta pare incurante delle sorti di uno dei capisaldi dell’economia locale: il turismo."  

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