Abbiamo votato convintamente la mozione presentata dai Verdi-Grüne-Vërc con la quale si è inteso impegnare la Giunta Provinciale affinché avviasse una ricerca approfondita per rilevare statue e monumenti dedicate alle donne in Alto Adige; indire un bando pubblico per realizzare una statua o un’opera dedicata a personaggi femminili; invitare il Consiglio dei comuni a intitolare strade e piazze alle donne e arredare lo spazio pubblico con opere dedicate a donne e incaricare la Presidenza, di allestire nel corso della ristrutturazione dell’edificio del Consiglio, uno spazio dove venga reso omaggio alle politiche dell’Alto Adige Südtirol che hanno contribuito alla sua storia.
Spero quindi di fare cosa gradita, nel riportare qui il mio intervento in aula, frutto di una ricerca condotta dal Gruppo Consiliare, che riguarda anche Ernesta Bittanti, moglie di Cesare Battisti, donna di valore, pioniera in tanti ambiti che all’epoca erano esclusi alle donne, alla quale la Storia non ha purtroppo reso onore.
"Ernesta Bittanti (Battisti), moglie dell’irredentista Cesare Battisti, è stata la prima bambina iscritta al ginnasio liceale statale, prima donna laureata in Lettere e filosofia in Italia, scrittrice, pedagogista, giornalista, insegnante, fortemente contraria a Mussolini.
Grazie agli introiti derivanti dall’attività di insegnante e giornalista della moglie, il marito Cesare Battisti può finanziare la sua attività politica.
A Cesare Battisti, post mortem, vengono dedicate strade e piazze, un mausoleo sul Doss di Trento, oltre che un busto nel Monumento (oggi centro documentale) alla Vittoria a Bolzano (ancorché fortemente contestato dalla famiglia, ma pur sempre un omaggio alla sua memoria), ad Ernesta Bittanti, solo nel 2016, l’Istituto per il Risorgimento Italiano dedica una targa, nemmeno tanto grande, in Via Beltrami a Cremona, per ricordare che lei, nel 1914, in quella casa visse. Sulla targa è specificato che fu MOGLIE di Cesare Battisti. Non solo la sua attività culturale, intellettuale, politica non è stata onorata a sufficienza, ma il suo ruolo pubblico è stato accostato alla figura di MOGLIE DI…
Pensiamo anche alla rimozione nella narrazione pubblica, delle donne rispetto alla guerra. Mentre nei nostri cimiteri non manca mai un riferimento ai caduti in battaglia, nessuno si è mai preoccupato di erigere un monumento che ricordi, non il milite ignoto, ma la donna ignota a simboleggiare il sacrificio delle donne, sia vittime civili di guerra, che attive nel mantenere la coesione sociale, mentre gli uomini erano al fronte, li hanno sostituiti nei lavori all’interno delle fabbriche, in agricoltura, continuando anche a curare i più deboli e mettendo in pratica, quel che oggi si chiamerebbe management del territorio, pianificando l’utilizzo delle risorse umane e materiali del territorio.
Siamo oltremodo favorevoli anche all’iniziativa di incaricare la Presidenza di questo Consiglio, di prevedere uno spazio dove venga reso omaggio alle politiche dell’Alto Adige Südtirol che hanno contribuito alla sua storia, così come a Roma a Montecitorio esiste la Sala Delle Donne inaugurata da Laura Boldrini nel 2016, che insieme alle fotografie delle donne che hanno fatto la nostra Repubblica, sono stati appesi degli specchi con la scritta “potresti essere tu la prima” esortazione per le donne che la visitano, soprattutto le giovani, ad impegnarsi senza indugio in politica.
Chissà che anche noi non si possa pensare ad un futuro prossimo, con UNA Presidente della Giunta Provinciale.”
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