Abbiamo riportato l’esperienza di un ricovero d’urgenza di una paziente anziana, residente a Bolzano, a seguito di una sospetta ischemia.
Alla persona che l’ha accompagnata al Pronto Soccorso di Bolzano sono stati chiesti e digitalizzati dati salienti relativi alla paziente, quali referti per patologie pre-esistenti e piani terapeutici, per 5 volte da 5 diverse persone che l’hanno presa in cura e in carico.
Considerando il tempo di acquisizione di tali dati, ammesso e non concesso che i familiari ne dispongano prontamente, come nel caso esaminato e assegnando alla digitalizzazione o acquisizione manuale, un tempo medio (per difetto) di 5 minuti per ognuna delle persone che li hanno elaborati, moltiplicando i 5 minuti di ciascuno per 5 le persone che li hanno acquisiti, sono stati utilizzati circa 25 minuti.
Se prendiamo in considerazione che il numero di accessi al pronto soccorso dei 7 ospedali della provincia, che stando all’osservatorio sulla salute, ammontava nel 2021 (non vi sono dati più recenti disponibili prontamente online) a 211.826 e lo moltiplichiamo per i 25 minuti utilizzati per la digitalizzazione di referti e piano terapeutico di 6 farmaci del caso di studio, raggiungiamo ben 5.295.650 minuti, pari a 88.260 ore lavorative, che si potrebbero, se ben razionalizzati, utilizzare per ridurre le liste d’attesa e per rendere più agevole ed efficace il lavoro della medicina territoriale, se solo disponessimo di un sistema informatico, che informi.
A questo si aggiunga che il programma di coalizione cita testualmente a pagina 42 “Una grande e importante sfida è rappresentata, oltre dalla rapida implementazione di una digitalizzazione uniforme e di facile utilizzo, dal rafforzamento, dalla messa in rete e dall‘espansione dell‘assistenza territoriale”
Per questo motivo abbiamo chiesto che il Consiglio Provinciale impegnasse la Giunta Provinciale
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