Fra le peggiori criticità che affliggono l’attuale sistema penitenziario italiano vi è quella, a poco meno di 80 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, di non essere ancora stati in grado di dare concreta attuazione alla finalità rieducativa della pena.
Se il grado di civiltà di un Paese lo si misura osservando la condizione delle sue carceri, il giudizio è unanime e impietoso e si riflette sull’intera classe politica nazionale e quindi su ciascuno di noi.
Nel 2013 i detenuti italiani erano 62.536; nel 2023, 61.049 a fronte di una capienza regolamentare di 51.178.
Una vera e propria vergogna nazionale è rappresentata dalle statistiche dei suicidi, in prevalenza di detenuti, ma anche di agenti della Polizia Penitenziaria.
Non si può negare un ulteriore dato: se la recidiva per chi è stato detenuto nelle carceri italiane si (de)genera nel 70 % dei casi, l’indice diminuisce vertiginosamente (sotto il 20%) quando la dignità del condannato è stata rispettata ed egli abbia avuto un graduale e controllato reinserimento sociale. La sintesi mortificante che ne deriva è che, quando il carcere nega la rieducazione del reo, diventa un luogo criminogeno.
Per quanto riguarda la Casa Circondariale di Bolzano, la situazione rispetto all’organico dell’area educativa è impietosa.
Un radicale sottodimensionamento si è sostanziato nella presenza negli ultimi anni di un numero effettivo di educatori pari al 20% dell’organico previsto: 2 educatori su un totale di 8 previsti dal DAP.
A fronte di 88 posti in capienza, nella Casa Circondariale di Bolzano sono reclusi 120 detenuti.
Abbiamo presentato una mozione, al fine di impegnare la Giunta provinciale a richiedere al Governo di delegare alla Provincia Autonoma di Bolzano delle funzioni amministrative riguardanti le attività di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari ubicati nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano, ivi compresa l’attività amministrativa ed organizzativa della funzione giuridico-pedagogica dell’area educativa penitenziaria.
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