Nella nostra Provincia vi è una crescente moria di negozi, come anche sottolineato nel programma di legislatura dove si legge: “La sfida centrale del settore del commercio è quella di mantenere e promuovere il commercio al dettaglio e l’offerta locale. Le iniziative corrispondenti non dovrebbero essere intraprese solo nei piccoli comuni, ma anche nei quartieri dei grandi centri.”
Una misura possibile per arginare questa situazione drammatica è l’estensione alle locazioni commerciali della normativa sui contratti a canone concordato, operante dal 1998 per gli affitti residenziali.
Questo problema ha mille sfaccettature economiche, sociali, legate alla sicurezza, al decoro e può essere affrontato in parte sia attraverso la leva fiscale che garantendo un quadro di regole contrattuali moderno e in grado di rispondere alle esigenze di locatori e conduttori.
Purtroppo, i contratti di locazione diversi dall’uso abitativo sono disciplinati da una legge risalente al 1978.
Ho presentato un voto affinché il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano sollecitasse Governo e Parlamento a:
a) Modificare la legge sui contratti ad uso diverso delle abitazioni (commerciali) allineandoli agli standard europei e favorendo la possibilità di formulare contratti territoriali.
b) Porre in essere le condizioni normative affinché venga applicata la cedolare secca sui contratti di locazione commerciale, entro l’anno 2024, per frenare la moria dei negozi, così come previsto anche dall’accordo di coalizione della XVII legislatura.
Il voto non è stato approvato e questa bocciatura, insieme al mancato finanziamento dei contributi per la digitalizzazione delle micro-imprese e alle dichiarazioni roboanti sulla velocizzazione dei permessi di soggiorno, dà la misura di questa legislatura in Provincia: tanta propaganda prima del voto, non sta portando risultati concreti, proprio a quelle fasce di popolazione a cui la destra italiana ha strizzato l’occhio in campagna elettorale.
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